
Beyond Good & Evil
20 gennaio 2009E’ da tantissimo tempo che aspetto di giocare un’avventura capace di emozionarmi e di farmi appassionare realmente. A dire il vero, con l’avvento della next-generation ho affrontato ottime avventure che, ahimè, non sono comunque riuscite a lasciarmi il segno.
Ed è così che ho pensato di darmi ad un po’ di sano retrogaming, concedendo la mia attenzione a Beyond Good & Evil, action-adventure partorito da Michel Ancel, il papà del ben più noto Rayman.
Gettato in un mondo surreale, il pianeta Hillys, mi sono trovato a vestire i panni di Jade, una ragazza che sin dalla nascita è vissuta in un faro abitato da orfanelli, in compagnia dello zio-maiale Pey’j.
Questo immacolato pianeta è da sempre attaccato da una forma di vita aliena, i Dom’Z, cui si contrappongono le forze del governo rappresentate dalle squadre Alpha.
E’ interessante notare come le vicente si evolvano con un fluire così perfetto, da non allontanare mai l’attenzione del videogamer. La storia comincia a complicarsi una volta entrata in scena la “rete IRIS”, una setta segreta costituita da cittadini “terroristi” che credono nell’esistenza di una forma di collaborazione tra i Dom’Z e le Squadre Alpha del governo. Jade entrerà a far parte di questa organizzazione in qualità di reporter/fotografa, spinta dal desiderio di scoprire verità sulle sue origini, essendo i suoi genitori stati rapiti dai Dom’Z durante la sua infanzia. Jade quindi, con l’aiuto dello zio Pey’j, dovrà cercare di togliere il velo da queste oscure vicende che coinvolgono i Dom’Z e il Governo.
Il gioco adotta una forte componente stealth che, allo stesso tempo, viene alternata da variazioni ben equilibrate di gameplay, il tutto accompagnato da una meravigliosa colonna sonora che non è mai fuori luogo. Le meccaniche di gioco sono semplici ma efficacissime, spingendo Jade a dover affrontare anche interessanti enigmi con l’aiuto dei suoi compagni di viaggio.
Un mix quindi di elementi che si fondono perfettamente tra loro e che fanno di Beyond Good & Evil un titolo da avere assolutamente. Il gamer si affezionerà senza dubbio ai personaggi della serie, e rimarrà con il fiato sospeso fino all’esaurirsi delle vicende narrate che, per inciso, lasciano la strada aperta al già annunciato seguito sviluppato da Ubisoft.
Ne ho sempre sentito parlare benissimo, ma non ho mai avuto la possibilità di giocarci. Spero di poter riparare in breve! Bell’articolo comunque, Michael Ancel non si smentisce per la sua bravura, peccato che oggi si impegni solo su Raving Rabbids, tanto ricercato dal punto di vista stilistico ma al tempo stesso abbastanza carente dal punto di vista dei contenuti.
L’ho finito tre o quattro volte e non posso che concordare in tutto e per tutto su ogni singola parte dell’articolo di alex. Ottimo gioco, che comprai solo perchè trovai gratis con un giornale, mi stupii della sua bellezza mentre lo giocavo, veramente longevo e con un gameplay elevatissimo.
Chiudo quà il commento perchè ripeterei quanto detto dal’autore.